Type, Milano, Italia

Intervistare Elena è stato un po’ come chiacchierare con un’amica. Siamo coetanee, condividiamo quindi un sentimento comune, proprio della nostra generazione, che spesso ci porta a ricercare “risposte” lontano da casa.

A volte quindi abbiamo solo bisogno di un valido motivo per restare. Ed Elena l’ha trovato, si chiama Type.

fullsizerender-16“Type” è  il frutto di quasi sei mesi di lavoro serviti per renderlo a immagine e somiglianza della personalità della sua proprietaria. Non è quindi un caso la scelta degli arredi: il colore dominante è il nero e  il materiale è il legno.

Non fermatevi all’apparenza però, perché non c’è nulla di tetro o triste in questo, entrambi sono infatti i simboli dell’amore di Elena per il freddo e la montagna.

 

fullsizerender-18Le pareti del locale raccontano le passioni di Elena: quella nera è dedicata alle illustrazioni che le piacciono, ma anche alle sue realizzazioni grafiche.

 

La parete di legno è invece al servizio della creatività di qualsiasi artista che abbia il coraggio e la voglia di mettersi in gioco, sempre con l’approvazione di Elena ovviamente. Non abituatevi quindi a quello che trovate esposto su questa parete, cambia periodicamente. Anzi alcuni di voi potrebbero essere i prossimi artisti, no?!

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Insomma se andate al Type è un po’ come se entraste a casa di Elena. E io mi sono proprio sentita parte di questa idea.  Un merito particolare va alla presenza del bancone dove potete sedervi e consumare. Dovete sapere infatti che ho un amore ingenuo e autentico per il bancone: mi ricorda la mia città e la bellezza di un tempo quotidiano che, per quanto piccolo, rappresenta la pausa giusta per riprendere fiato. Il bancone è secondo me il giusto confine che intercorre tra noi e l’altro: possiamo stare soli finché ne abbiamo voglia, e poi possiamo chiacchierare o con chi lavora dall’altra parte o con chi si siede accanto a noi.

Basta il tempo di un caffè per viverlo. Andate al Type.

 

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Da leggere…

Dovete sapere fin da subito che Elena non aveva libri da consigliarci. Leggere non è il suo forte, ha altre passioni. E parlandomi proprio di queste ho trovato l’ispirazione giusta per suggerirvi un particolare “lavoro”.

Togliete segnalibri e armatevi di matite, pennarelli o pastelli: al Type si colora. Vi sto parlando dei libri antistress da colorare, ormai se ne trovano dei più diversi in libreria. Io ho scelto i Mandala Prodigiosi.

Io l’ho fatto. Non vi nego che comprare questo libro è stata una sorta di sfida, ero molto scettica. Non vedevo un qualsiasi tipo di forza nascosta dietro all’azione del colorare. Se da piccoli ci piaceva tanto e ora non lo facciamo più un motivo ci sarà, mi dicevo. E invece è stata una nuova scoperta. Tendiamo sempre a sottovalutare il potere nascosto nelle piccole azioni e a diventare grandi dimenticandoci quei pezzi di infanzia che ancora ci salvano.

Secondo me infatti colorare ti permette di compiere un’azione liberandoti del pensiero. Puoi colorare il tuo disegno in maniera bella o brutta, non importa, non lo fai per il risultato che otterrai, il mandala ha delle componenti troppo piccole per immaginarsi già l’intero. Colori quindi per il semplice atto stesso del colorare e proprio questa azione è una piccola grande e sincera libertà che io vi consiglio di andarvi subito a riprendere.