Praia de Tabatinga, Brasil

C’è un luogo in Brasile in cui l’oceano ti parla, ti racconta una storia. Se sarete disposti ad ascoltarla, basterà solo tendere l’orecchio al suono delle onde, quando si infrangono sulla roccia e sulla sabbia, che vi sussurreranno..

“C’era una volta una bellissima ragazza india. Il suo nome era Tambaba.

Tambaba era la figlia del capo della sua tribù che, nonostante fosse cresciuta all’interno di questa, si innamorò di un guerriero appartenente ad una tribù diversa dalla sua. Ma suo padre, essendo il capo, non poteva autorizzare il legame tra i due giovani, e avvalendosi del suo potere impedì le loro nozze. Questo fu per Tambaba un dolore profondo e, disperata per il suo destino, cominciò  a piangere.

E pianse, e pianse ancora. Pianse così tanto che le sue lacrime inondarono le terre asciutte intorno a lei. E tutte queste lacrime formarono prima il mare e poi una spiaggia.

La ragazza, commossa da questo miracolo che le si presentava davanti agli occhi, cominciò a pregare il dio del sole e la dea della luna, chiedendo loro di rendere questo luogo un eterno tempio di amore e di vita. E fu così che le sue preghiere vennero esaudite e Tambaba, ancora oggi, viene chiamata la spiaggia dell’amore.”*

 

Questa storia è stata come un richiamo delle sirene, attraendomi verso questo luogo leggendario e meraviglioso. Tambaba, a pochi chilometri a sud di João Pessoa, è infatti inserita tra le dieci più belle spiagge del Brasile

E così, seguendo questo suono ammaliante, mi sono messa in cammino per arrivare a Tambaba.     

Ma è proprio camminando che mi si è presentato davanti uno spettacolo emozionante    della natura: la spiaggia di Tabatinga. Più lontana dai turisti e più riparata dal vento, Tabatinga sembra la perla di un’ostrica, essendo avvolta da luminose e chiare falesie che ne ricordano la conchiglia.

Qui i singhiozzi di Tambaba sembrano attenuarsi: la natura e il silenzio ti avvolgono calorosamente. Per un momento ti sembrerà di non aver bisogno di nient’altro, se non di questa sensazione di completezza: sei parte anche tu di questa meraviglia. Ed è con questa sensazione addosso, che sono riuscita a sfuggire al canto ammaliante di quelle sirene: ero esattamente dove dovevo essere.

 

Da leggere…

Di Tiziano Terzani ho letto diversi libri, ma questo è il primo che vi suggerisco: “ un altro giro di giostra”. Non è facile consigliarvi questo titolo: significa affidarvi un amico intimo e fedele, che ho tenuto gelosamente per me fino ad ora. Ma un invito di Tiziano Terzani è proprio questo: condividere, allontanarsi dalla piccola e limitata idea dell’ io, del mio, di me. Quindi, non posso far altro che affidare anche a voi un libro che per me è stato fonte di profonda rassicurazione e grande fiducia.  È stato un focolare nelle mie ore più buie e più sole, dandomi luce e calore.

Un altro giro di giostra è un viaggio, ma non uno dei tanti che Tiziano Terzani ha fatto nel corso della sua vita. Perché unico? Perché è un viaggio che ha fatto dentro di sé quando ha scoperto di avere il cancro. Un libro che, restituendo dignità alla malattia e alla morte, rappresenta un  coraggioso inno alla vita, portando con sé una luce su questi due temi, che la nostra cultura relega nelle tenebre e nell’oscurità.

Il cambiamento di rotta, di pensiero, di vita, di spiritualità che Tiziano Terzani ha dovuto fare e ti racconta è stato per me come un messaggio trovato in una bottiglia di vetro, durante una traversata in un mare nuovo e tempestoso. Mi ha dato fiducia che da qualche parte, ci sono altre persone che hanno avuto o hanno l’ardore e il coraggio di mettersi in un viaggio lungo, unico, inspiegabile per molti, arduo. Mi ha confidato tra le righe che non sono sola.

E quindi, a tutti voi viaggiatori, chi per terre o chi dentro di sé, io vi invito a non avere paura, né quando la notte dura più del giorno, né quando la pioggia e il vento sono incessanti. Tutto questo viaggiare, tutto questo cercare ha un senso, che non è racchiuso nella meta verso cui stiamo andando, ma nei piedi che ci fanno male e nel peso dello zaino che ci portiamo dietro. È negli scorci che ci si presentano davanti e nelle persone che incontriamo. E non siamo mai solo noi. Il mare è pieno di messaggi in bottiglia pronti a soffiare vento sulle nostre vele. Questo è uno di quelli.

 

 

 

  • Cit. https://bit.ly/2nCtt5n