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Il Bistrot del Tempo Ritrovato, Milano, Italia

 

Il Bistrot del Tempo Ritrovato è un sogno rimasto per tanto tempo dentro a un cassetto di Luca e sua moglie Deborah. La voglia e il coraggio di aprirlo arrivano nel 2007.

dsc_2457L’idea  giunge dopo un viaggio negli Stati Uniti, dove già esistevano luoghi che mettevano insieme libri e servizi di somministrazione, e si va ad incastonare perfettamente con la loro passione per i libri.

Vedere soddisfatti diversi  bisogni in un solo luogo non è cosa da poco: potete mangiare, bere, leggere, lavorare, studiare, comprare un libro. Io le ho fatto praticamente tutte queste cose, immergendomi completamente in quell’ atmosfera di accoglienza e di condivisione che Luca e Deborah vogliono trasmetterci.

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Da fedeli librai il loro desiderio è quello di far incontrare i libri con le persone, di avvicinarle a una cultura letteraria che, con il passare del tempo, sembra essere sempre più legata a contesti accademici ed economicamente costosi.
dsc_2473Non è così. I libri, la letteratura sono per tutti e di tutti e questa convinzione permea intensamente il luogo in ogni suo angolo: te lo dicono i muri, le porte, i tavoli e quella cornice che ti avvolge, che sono i libri stessi.

Scordatevi i best-seller, la ricerca dei titoli è molto più sottile. Perché non parliamo solo di interesse e di cultura, ma anche di passione e basta una scintilla per accenderla.  Provate a cercarla, diamo la possibilità ai libri di far parte della nostra giornata.

Devi solo ritrovare il tempo, il tuo.

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Da leggere…

Luca ti suggerisce “Solo il mimo canta al limitare del bosco”, di Walter Tevis. Per lui è stato letteralmente folgorante, non solo questo libro ma l’autore in generale. Sono conosciuti più i suoi film che i suoi libri da cui sono tratti, un vero peccato per uno scrittore, non trovate? La storia costituisce una distopia postmoderna, ambientata in un futuro che mi chiedo se sia davvero così tanto lontano. A voi la curiosità di porvi la stessa domanda.

Io ti consiglio “Papalagi, discorso del Capo Tuiavii di Tiavea delle Isole Samoa”. Cominciamo con il dire che il Papalagi siamo noi, l’uomo bianco. Tuiavii invece è un capo indigeno delle Isole Samoa che è entrato in contatto con la nostra civiltà in seguito ad un viaggio in Europa. Rappresenta l’occasione per guardarci con occhi esterni e completamenti diversi dai nostri e farci due domande in più rispetto a dei modi di vivere che forse sono più consolidati nella nostra cultura che nella nostra natura.